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“Il cuore non cambia. Mai!”

L’INTRODUZIONE del libro “Il cuore non cambia. Mai!”, scritto dal prof. Antonio Mungo e da me recentemente pubblicato col marchio MARIO VALLONE EDITORE.

“Ingannevole è il cuore sopra ogni cosa” è scritto nel libro di Geremia profeta, e poi “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce” fa eco Blaise Pascal. Ed allora cos’è questo muscolo misterioso?

Rita Levi Montalcini ne dà una definizione che racchiude, in pieno, tutte le sue sfumature, contraddizioni, prerogative.

“Tutti dicono che il cervello sia l’organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma, come donna, vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi. Nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni”.

Ed è proprio delle emozioni del cuore che, in questo mio scritto, voglio comprendere la portata e ho voluto dare voce a chi, negli eventi della storia, ne ha avuto tanto poca: alle donne, a partire dalla leggenda fino ai tempi nostri. Di ognuna di loro, ho voluto mettere in rilievo le delusioni, le amarezze, gli slanci, la portata dei sentimenti e, soprattutto, la dedizione e l’amore.

Chi, più di una donna, è capace di esprimere la profondità delle emozioni e, non importa, se queste scaturiscano da un amore spezzato, da un rapporto finito, da un abbandono improvviso, da situazioni inspiegabili. Nelle mie pagine ho dato la voce a tante donne, senza rispettare le coordinate spaziali e temporali. Le voci di Penelope o di Pia dé Tolomei, di Giovanna bruciata sul rogo come strega o di Maria, vittima di femminicidio, esprimono il disagio che, ab aeterno, pesa sull’umanità e di cui sono vittime soprattutto le donne. Non ha importanza che siano figure appartenenti alla mitologia o siano persone che, realmente, hanno sopportato il male di vivere nella storia che, a sentire Elsa Morante, è uno scandalo che dura da diecimila anni!

Ogni figura femminile ho voluto rappresentarla nel momento in cui si racconta o descrive a se stessa e ad ascoltatori, distratti o sordi, il male di cui la vita l’ha gravata o i disagi che costellano l’esperienza di ogni individuo, fin dal primo momento della sua esistenza o durante i frammenti di esistenza che divide con altri. Le donne che, nelle mie pagine, piangono, si disperano, fanno considerazioni amare sull’esistenza, sono tante tessere di un mosaico nel quale il trait-d’union, è la disperazione, l’amarezza, l’angoscia, la desolazione.

Chi leggerà nel profondo del cuore delle donne, che incontra nelle varie sequenze narrative, comprenderà emozioni, trepidazioni, turbamenti e da questi si genererà la catarsi che potrà liberarci dai conflitti inconsci e dare spinta al tanto auspicato equilibrio psicologico.

Tra gli ostacoli del cuore, le disillusioni, le amarezze, le sconfitte, l’universo femminile, che prende vita nelle mie pagine, riesce a trovare quella forza che suscita stupore, perché la sua è una eterna palingenesi ed è la prova tangibile del riscatto, radicato nella granitica determinazione della donna. Confinata, da sempre, nell’abisso, da una frangia anacronistica di cultura che la vuole ancora proprietà, non compagna di viaggio dell’uomo, è stata da sempre destinata a trascinare la sua esistenza sulle strade sconnesse della vita! È una perdente? Assolutamente no! La sua fragilità è solo apparente. Quanti drammi, nel corso dei millenni! Quante lotte e quanti sacrifici disumani ma, come recitano alcuni versi, certamente scritti da una donna, è proprio nel momento in cui tutto sembra vanificarsi in una bolla di sapone, che esce, dal profondo, il grido che a lei inneggia: “Alza il capo donna, sei una guerriera che non si arrende. Credi sempre in te stessa, soprattutto quando ti faranno il cuore in mille pezzi. Sei un fiore selvatico nelle mani sbagliate e una rosa profumata per chi sa apprezzarti. Sei il sole per le persone belle, e “nube” per chi vive d’invidia. Amati sempre, ma soprattutto non perdere la bellezza che porti dentro”.

E la vita della donna, proprio come l’Araba Fenice rinasce dalle proprie ceneri, trova la propria forza abbattendo quanti più muri le si ergono contro.

E, in questa avventura senza fine che si continuerà “finché il sole risplenderà sulle sciagure umane”, la donna saprà sempre guardare in alto e la vittoria la innalzerà al di sopra degli stretti limiti in cui, spesso, è costretta a vivere!

Ed è in questo suo altalenare tra sconfitte e vittorie esaltanti, che, nelle pagine del mio libro, ho voluto dare rilievo ad una voce narrante che crea quell’invisibile fil-rouge che accomuna l’avventura umana di ciascuna delle tante creature che esprimono i loro disagi, i loro slanci, le loro mortificazioni, il loro male di vivere!

La voce narrante è quella di una donna, di tutte le donne che hanno subìto sconfitte, hanno ingoiato le loro lacrime, hanno conosciuto la disperazione ma hanno sempre conservato la loro dignità!

E Sibilla, voce narrante, introdurrà con versi che grondano lacrime, la “mitografia del personaggio” insieme al quale trepida, palpita ed esprime il suo tormento di sposa frustrata, fanciulla disillusa, bambina ingannata, madre amareggiata, desolata martoriata!

Antonio Mungo

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MarioVallone

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