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“Hijuri d’ogni tempu” – RCENSIONE

Nel suo lavoro “Hjuri d’ogni tempu”  l’amico Andrea con molta bravura mette a nudo le negatività ed i mali del mondo meridionale calabrese a lui vicino, usando un lessico ricco di vocaboli dialettali, spesso ormai tramontati, in una rima alternata perfetta.

Un mondo spesso rassegnato al suo destino dopo la delusione delle promesse fatte, dall’unità d’Italia ad oggi, da Garibaldi, dai Savoia e di falsi mentori politici, ma che vuole ancora credere in un cambiamento che  forse non ci sarà mai.

Andrea nella sua opera fa rivivere la realtà di un triste passato che si pensava si potesse superare con lo studio o  emigrando in cerca di un lavoro capace di dare dignità ad una vita piena di sacrifici, e lo fa con dovizia di particolari.

Un lavoro perfetto su due fronti: la descrizione particolareggiata della vita meridionale presente e passata e la rivalutazione di un lessico dialettale che rischia di scomparire venendone meno l’uso nel linguaggio odierno.

Mimmo Corigliano

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