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“Brattiroesi, è questa la vostra fede?!”

Una lettera, datata 8 ottobre 1936, scritta da don Gaetano Cortese ai brattiroesi nell'”ambito” della cosiddetta “lotta di previti” (precedenti post sull’argomento) pubblicata da Pasquale Vallone nel libro “Brattirò e la sua storia. Aneddoti, fatti, misfatti” (Edizioni Thoth di Mario Vallone, 2012).

8 – 10 – 1936

LETTERA  DI  DON  GAETANO  CORTESE

Parroco di Falerna

Cari Brattiroesi

dopo solo pochi mesi di permanenza tra voi, un ordine del mio e del vostro vescovo, mi chiama altrove e mi affida un altro gregge dove la mia opera sacerdotale e pastorale è ritenuta dai miei superiori più necessaria o per lo meno più utile.

Raccontarvi il dolore di questo distacco è perfettamente inutile.

Se l’affetto che io ho nutrito per voi è stato grandissimo e non sarà dimenticato giammai, altrettanto è stato ed è il vostro per me, ed io ve ne sono grato per tutto quanto in esso si può trovare di puro e di santo.

Con lo schianto del cuore debbo però accorgermi che le vostre manifestazioni di attaccamento alla mia povera persona, non solo snaturano l’amore puro e santo, ma ancora travolgono in un abisso le basi stesse della nostra fede, calpestano i sacri dettami della nostra religione, in breve, un’aperta ribellione contro le supreme gerarchie della Chiesa, e, per suprema incoerenza, l’abbandono della chiesa e delle pratiche religiose, per umano attaccamento alla penosa mia persona a fervida difesa di un preteso diritto di poter disporre di un sacerdote di Dio.

No, miei carissimi amici e fratelli, ed un giorno miei figli, io oggi non debbo che piangere per voi.

Quando io presto o tardi dovrò presentarmi al tribunale di Dio (e che tribunale!) e dovrò rendere stretto conto dell’opera mia di Sacerdote di Cristo, come giustificherò il vostro atto? Come potrò rispondere alla dolorosa, accorata, ma terribile richiesta dal Giudice Supremo: dove sono i figli che ti ho affidato!

Essi mi hanno rinnegato in nome della tua miserabile persona; è questo l’insegnamento che tu hai dato loro! Così hai risposto alla fiducia che io ho riposto in te, consacrandoti sacerdote in eterno ed affidando a te i miei figli prediletti? E se lo spirito del male, approfittando della loro buona fede, ne ha travolto la mente e il cuore, cosa hai tu fatto per illuminarli, per dissuaderli, con la tua autorità, col tuo affetto sulla retta via? Se io sono stato incapace a esprimervi il dolore di volermi allontanare da voi, dove trovare parole per descrivervi lo stato accasciato, abbattuto dell’animo mio per tanta sventura? E questi sono stati i frutti del mio apostolato? E’ questa la vostra fede? E’ questo il risultato delle parole di Dio che vi ho trasmesso nel breve tempo della mia permanenza tra voi?

E che valore ha avuto allora la nostra frequenza alla chiesa, la nostra premura alle pratiche religiose se voi, per un motivo puramente umano, per attaccamento alla mia persona, voi rinnegate la vostra fede, siete pronti a voltare le spalle a Dio, in nome del quale vi illudete di combattere? Siete fuori di strada, siete addirittura accecati.

Satana vince! No, carissimi, non mi costringete a versare lacrime cocenti per una vita intera in conseguenza dei vostri atti inconsiderati; non mi costringete di presentarmi al tribunale di Dio, oppresso da una responsabilità spaventevole. Da fratello vi prego e vi scongiuro, da sacerdote, da padre vi impongo con tutte le mie forze morali, in nome di Dio tornate sui vostri passi! Rinnegate coraggiosamente e santamente il vostro comportamento doloroso, accogliete colui, chiunque sia, che la Provvidenza vi manda, come vostro padre e fratello, come rappresentante di Gesù Cristo.

Ve ne scongiuro per tutto l’affetto che voi avete avuto per me e sostenete ancora d’averne.

Asciugate, per carità, le lacrime che io sto versando per voi, perché non posso sopportare il vostro così spaventevole tormento.

Pensate che noi nulla siamo e nulla valghiamo; quanto avete trovato in me è stato dato da Dio, a lui solo spetta il merito. Egli non mancherà di dare al suo sacerdote maggiori doni di quelli che voi avete creduto di trovare in me.

Vi benedico nel Signore

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