Furchì Michele

Dopo il suo primo libro, “Cinanca”, scritto nel 2007, Michele Furchì continua scrivendo altri due libri. “Celestino e la maledizione del latte” e “L’uomo che prevedeva il futuro”, ben conosciuto ed apprezzato in tutta Tropea e dintorni. Ma tutto ciò non basta all’insaziabile Furchì che, con la solita voglia di raccontare, mette nero su bianco creandone ancora un quarto. Questa volta ha voluto “esibirsi” in uno spettacolare racconto di fatti che nel passato hanno suscitato motivi di odio e amore, trascinando delle creature innocenti ed innamorate sull’orlo del precipizio dove li attendeva, a braccia spalancate, l’inesorabile bacio della morte. In questo romanzo troverete fatti riguardanti le condizioni di assoluta miseria che inducevano gli uomini a schierarsi, come lupi famelici, gli uni contro gli altri alla ricerca disperata di strategie che ne consentissero la sopravvivenza. Campoti e Barraccoti si scontravano quotidianamente imponendo, con la loro prepotenza, la supremazia sui contadini che, già afflitti per il loro scarso raccolto, dovevano comunque pagare una quota alle nascenti associazioni malavitose.